logo calabriaortodossa new

 

Login



LA REGISTRAZIONE non comporta NESSUN OBBLIGO o l'invio di materiale pubblicitario. La Vs iscrizione contribuirà a MANTENERE IN VITA IL PORTALE.

Seleziona la tua lingua

Chinese (Simplified) English French German Greek Portuguese Romanian Russian Serbian Spanish

 

Seguici anche su

twitter-logo60x60icon t

Twitter

facebook icon60x60facebook iconface icon

Facebook

 

 


Designed by Domenico Oliveri Copyright 2011-2018
Il presente portale web è segnalato da:

Le pietre e i pani: riflessioni sulla prima tentazione di Gesù nel deserto E-mail
Scritto da San Gregorio di Nissa   
Domenica 23 Settembre 2012 00:00

 san gregorio di nissa 1

 

testimonial-virgolette su Comanda che queste pietre diventino pane. Questo il tentatore ripete ancora oggi a coloro che sono messi alla prova dal proprio desiderio e, mentre lo dice, egli, per lo più, spinge coloro che lo guardano a fare il pane dalle pietre testimonial-virgolette giu

separatore

m 1 sma l'inventore delle tentazioni, quando si accorse che la fame era riuscita a pervadere anche il Signore, decise di eccitare l'istinto con le pietre. Questo significa pervertire il desiderio del cibo naturale in ciò che è estraneo alla natura. Dice infatti il tentatore: "Comanda che queste pietre diventino pane" (Mt 4, 3). Quale danno ha recato l'arte dell'agricoltore? Per quale ragione sono disprezzati i semi così da disprezzare il nutrimento che ne deriva? perché è misconosciuta la sapienza del Creatore, come se non nutrisse convenientemente l'umanità grazie ai semi? Se infatti la pietra appare ora più idonea come fonte di nutrimento, significa dunque che la sapienza di Dio ha fallito, dato che la provvidenza nei confronti della vita umana è manchevole.

"Comanda che queste pietre diventino pane". Questo il tentatore ripete ancora oggi a coloro che sono messi alla prova dal proprio desiderio e, mentre lo dice, egli, per lo più, spinge coloro che lo guardano a fare il pane dalle pietre.

Quando, infatti, l'istinto travalica i limiti necessari dell'utilità, di cos'altro potrebbe trattarsi se non di un consiglio del diavolo che, in quel passo del Vangelo abolisce il nutrimento che viene dai semi ed eccita l'istinto verso ciò che è estraneo alla natura? Si nutrono di pietre coloro che hanno posto il loro pane nell'avidità, che si sono procurati con le loro ingiustizie mense ricche e fumanti; l'apparato dei loro pranzi è una messa in scena escogitata per lo sbalordimento dei presenti, esorbitante rispetto alla necessità della vita. Che cosa c'è di comune tra la necessità della vita e l'argento che non può essere mangiato e che è accumulato in maniera tale da essere pesante e difficile da trasportare? Che cos'è la fame? Non è il desiderio di ciò di cui si ha bisogno? Quando l'efficacia del nutrimento svanisce, ciò che rimane è riempito di nuovo da una aggiunta appropriata. Il pane, infatti, o qualche cosa d'altro di mangiabile, è ciò a cui mira la natura. Se uno conduce dunque dell'oro alla bocca, anziché del pane, curerà forse il suo bisogno? Se dunque qualcuno cerca materie non commestibili in luogo del cibo, ha a che fare con le pietre, poiché una cosa cerca la natura, in un'altra è occupato lui. Dice la natura, esprimendosi esclusivamente per la sensazione della fame, che ora ha bisogno di cibo: dopo ciò bisogna introdurre di nuovo, in ricambio, nel corpo, quanta energia si è dileguata. Ma tu non ascolti la natura! Tu non gli dai, infatti, ciò che cerca, ma ti preoccupi che la tua tavola si appesantisca di argento e ricerchi i cesellatori del metallo.

 

logo calabriaortodossa new
 

© Copyright

Ultimo aggiornamento Venerdì 22 Giugno 2018 17:52
 
{alt}