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2. Un’azione reciproca tra teologia e società E-mail
Scritto da Giovanni S. Romanides   
Martedì 19 Marzo 2013 00:00

mappa impero romano

Dall'ottavo secolo incontriamo, per la prima volta, l'inizio di una scissione nel cristianesimo che, dalla sua origine, ha assunto nomi etnici invece che nomi rivelanti l'eresia stessa o il suo primo propugnatore. Così, nelle fonti europee occidentali, troviamo una separazione tra un Oriente greco ed un Occidente latino. Nelle fonti romane questa stessa separazione costituisce uno scisma tra i franchi e i romani. In entrambe le terminologie è sottesa una motivazione etnica o razziale dello scisma che può essere più profonda e importante, a se­conda dell'analisi descrittiva delle richieste dottrinali di una o dell'altra parte. Qui la dottrina può rientrare molto bene nella strategia di una lotta politico-militare ed etnica e perciò è intelligibile solo quando viene inserita in tale contesto. L'azione reciproca tra dottrina e lotta etnica o razziale può essere tale che le due realtà possono rimanere distinte ma non separate.

Lo scisma tra il cristianesimo orientale e quello occidentale non separò i romani d'Oriente da quelli d'Occidente. Questa scissione divise, in realtà, i romani d'Oriente dai conquistatori dei romani d'Occidente.

L'Impero romano è stato conquistato in tre momenti diversi:

  • 1. dalle tribù franco-germaniche. Tali tribù dal momento in cui divengono cristiane vengono identificate dalla storiografia ufficiale sotto la denominazione "cristianesimo latino";
  • 2. dagli arabi musulmani;
  • 3. dai turchi musulmani.

L'amministrazione ecclesiastica dell'Impero romano scomparve, in momenti diversi, dalla Romània europea d'Occidente (la parte occidentale della nazione romana), ma è sopravvissuta fino a oggi nei patriarcati romano-ortodossi di Costantinopoli, Alessandria, Antiochia e Gerusalemme.

Ciò avvenne perché i conquistatori dei romani d'Occidente usarono la Chiesa per sopprimere la nazione romana mentre, sotto l'Islam, la nazione romana è sopravvissuta attraverso le strutture della stessa Chiesa. In ogni esempio di conquista romana, i vescovi sono divenuti etnarchi della parte conquistata amministrando la legge romana sul territorio della propria giurisdizione secondo le direttive dell'imperatore di Costantinopoli. Nella misura in cui i vescovi rimasero romani, l'unità della Chiesa romana fu conservata nonostante i conflitti teologici. La realtà rimase inalterata sotto l'episcopato dei vescovi franchi nel periodo merovingico; essi collaboravano con i vescovi romani nell'amministrazione e nella distribuzione degli incarichi ecclesiastici.

 

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Ultimo aggiornamento Martedì 11 Marzo 2014 23:25
 
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