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La chiesa ortodossa E-mail
Venerdì 15 Marzo 2013 00:00

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Il tempio ortodosso è un mondo complesso, in cui è necessario imparare ad orientarsi. Il santuario si trova nella parte orientale del tempio, perché Cristo è la luce del mondo. La parte orientale del tempio simbolizza anche la Terra Santa, Betlemme, Nazareth, Gerusalemme, dove è nato, vissuto, morto e risorto Cristo. La forma dell'abside del santuario è semicircolare, questo fa ricordare una grotta, e la tradizione cristiana venera due grotte, quella di Betlemme, dove è nato Cristo, e il Sepolcro del Signore, in cui è stato messo il corpo di Cristo deposto dalla Croce, e dal quale Lui è risorto, distruggendo i ceppi della morte. La parte occidentale del tempio (Nartece), contrapposta a quella orientale, simbolizza il tramonto del sole, lì, nell'atrio che si trova da questa parte del tempio, stanno i penitenti e i non battezzati.

Il tempio e la sua pittura formano un libro che è destinato ad essere letto. Bisogna leggere questo libro dall'alto in basso, perché il tempio viene dall'alto, dal cielo. La sua parte superiore si chiama "cielo", e quella inferiore "terra". Il cielo e la terra formano il cosmo (questa parola in greco significa "adornato", "bello"). Dentro il tempio dipingevano dappertutto dove si poteva, anche negli angoletti, che l'occhio non può osservare. La pittura è effettuata accuratamente e con bellezza, perché il principale spettatore di tutto è Dio, che tutto vede e tutto può. La sua immagine si trova proprio nella cupola, nel punto più alto del tempio. Dio, nella tradizione ortodossa, è presentato sotto la forma di Gesù Cristo Pantocratore. Nella mano sinistra porta il libro, con la destra benedice l'Universo.

interno-chiesa-bizantinaPassando dalla cupola alla parte centrale del tempio si trovano delle superfici semisferiche, sulle quali sono dipinti i quattro evangelisti, che portano dal cielo in terra la Buona Notizia attraverso il Vangelo. Le volte e gli archi uniscono il cielo con la terra. Sulle volte sono rappresentati gli avvenimenti essenziali della storia evangelica, sugli archi - gli apostoli, i profeti, i santi, quelli che aiutano gli uomini nella loro ascesa verso il cielo. Le pareti del tempio sono dipinte con i temi della storia sacra: l'Antico Testamento, il Nuovo Testamento, le vite dei santi, fino alla storia della nazione e del paese o città. Il cerchio dei temi sembra a prima vista limitato, sembra che si ripeta, nonostante questo nessuna chiesa è uguale all'altra, in ognuna lo schema pittorico è originale. Il Tempio ortodosso si può considerare una enciclopedia. In ogni tempio è presente tutta la storia dell'umanità, iniziando dalla caduta di Adamo ed Eva fino ai tempi odierni, fino ai santi del XX secolo. Il culmine della storia del mondo e la cima dell'universo è il Golgota, il posto dove fu crocifisso Gesù Cristo, dove si è compiuto il sacrificio della croce e dove si è realizzata la vittoria di Cristo sulla morte nella Risurrezione. Tutto questo è concentrato nella parte orientale del tempio, lì dove si trova il Santuario (Presbiterio). Il prologo e l'epilogo del mondo si trovano sulla parte opposta del tempio, sulla parete occidentale: qui si possono vedere le scene della creazione del mondo e il paradiso, dove le anime dei giusti si trovano nella benedizione. Spesso la parete occidentale è occupata dalle scene dell'Ultimo Giudizio, così uscendo dal tempio attraverso la porta occidentale, l'uomo dovrebbe ricordarsi di quell'ora in cui ognuno finirà la sua vita terrena e andrà al giudizio. Nello stesso tempo, però, l'Ultimo Giudizio dovrebbe non tanto spaventare l'uomo, quanto fargli ricordare che è responsabile per la vita da lui vissuta.

navate chiesa elia filaretoIl tempio è il cosmo che abbraccia tutti quelli che sono vissuti, che vivono e che vivranno, tutti coesistono nel piano di Dio sul mondo. Le volte del tempio sono sostenute da forti pilastri, sui quali sono rappresentate le figure dei santi, dei martiri, dei guerrieri, quelli che di solito sono chiamati "pilastri della Chiesa". Con le loro azioni eroiche sostengono l'edificio spirituale della Chiesa, nello stesso modo in cui il tempio è appoggiato sui pilastri. Nei declivi delle finestre sono dipinti i santi monaci. Le pareti dei templi paleorussi erano molto grandi, così si formavano superfici molte estese, che permettevano la realizzazione di grandi dipinti. Qui di solito sono raffigurati i venerati padri del deserto, i fondatori dei monasteri, i maestri di spiritualità. Le finestre nel tempio hanno la funzione degli occhi, sono fonte di luce, attraverso di esse il tempio guarda il mondo. Così queste persone benedette e venerate sono gli "occhi della Chiesa", guardano il mondo e vedono l'invisibile, quello che è nascosto agli altri.

Nell'abside molte volte è rappresentata la Vergine Maria detta Orante, quella che prega. Sotto, nella seconda fila delle icone, si mette di solito una scena dell'Eucaristia, quella nella quale Cristo è sacerdote e comunica agli apostoli. La fila più bassa dei dipinti del santuario è occupata dai Padri della Chiesa: i teologi, i fondatori della liturgia, gli autori sacri, i maestri, quelli che possono essere chiamati il fondamento intellettuale della Chiesa. Tra di loro vediamo i santi Giovanni Crisostomo, Basilio il Grande, Gregorio il Teologo, Nicola di Mitra (Mirlikijski).

Le figure dei santi erano dipinte sulle pareti dei templi quasi all'altezza delle persone che si trovavano nella chiesa. Con questo si sottolinea che i santi partecipano alla celebrazione, sono presenti invisibilmente tra noi.

Tempio ortodosso: la struttura.

planimetria chiesa grecaNel senso fondamentale ecclesia (εκκλησία) è riunione, assemblea, comunità di credenti nella stessa fede, ma indica anche il luogo nel quale si raccoglie la comunità stessa per celebrale la Liturgia. L'uomo composto di anima e corpo non può adorare Dio unilateralmente, cioè soltanto col suo spirito, ma, seguendo la sua natura, sente la necessità di ricorrere all'aiuto dei suoi sensi […]. Cronologicamente il primo ambiente cristiano cultuale devi ritenersi il cenacolo, la cosiddetta "camera alta" (mc. 14, 15; lc. 22,12), nella quale dopo la morte di Gesù si riunirono i discepoli per pregare (act. 1, 13-14).

Di regola un Tempio ortodosso per ben rispondere alle esigenze del culto deve essere diviso in tre parti principali, entrando troveremo: Nartece ad occidente, poi la Navata ed il Santuario (Presbiterio) ad oriente.

Nartece o pronao.

Nartece, νάρθηξ: parte del Tempio situata tra la Navata e l'ingresso, per mezzo della quale si accede al Tempio.

Nei tempi antichi, i cristiani usavano sostare, durante il culto comune, nel Nartece con i catecumeni ed i fedeli che scontavano delle pubbliche penitenze.

Oggi, per conseguenza del Battesimo in età infantile, e la sostituzione della pubblica espiazione con la penitenza di segreta riparazione, non esiste più la categoria dei pubblici penitenti. Il Nartece, dal sec. VII, secondo lo Pseudo-Dionigi, scompare. Oggi, nelle chiese ortodosse, viene adibito a diversi usi ecclesiastici.

Navata.

Navata costituisce il corpo della chiesa, suddivisa in spazi particolari. La divisione tra le navate si ottiene con una serie di colonne o pilastri. La navata centrale è più ampia, invece due navate laterali sono più strette. La navata centrale si chiama Kirios Naos, cioè la Chiesa. Essa si estende dal Santuario sino al Nartece, e vi sostano i fedeli durante le sacre funzioni.

Santuario (presbiterio).

VimaIl nome deriva da presbiteros (sacerdote), e si colloca nello spazio tra l'abside e le navate. Esso è riservato unicamente al clero per le funzioni liturgiche. Il santuario si trova nella parte orientale del tempio, perché Cristo è la luce del mondo.

Il Presbiterio, per evidenti ragioni di visibilità, si trova spesso sopraelevato rispetto alla base delle navate con uno o più gradini.

Dall'epoca bizantina, lo spazio del Presbiterio viene chiuso dall'iconostasi, struttura divisoria interposta fra il Santuario e le navate, interamente dipinto con immagini sacre nella parte fronteggiante i fedeli, e fornito di tre porte, di cui la centrale, detta santa, consente il passaggio soltanto al vescovo, al sacerdote e, talvolta, al diacono. A destra della porta centrale dell'iconostasi si trova l'immagine del Cristo Onnipotente, a sinistra invece, quella della Vergine Maria con il Bambino. Sulle porta sante viene riprodotta l'icona dell'Annunciazione con i quattro Evangelisti, e sulle due porte laterali gli arcangeli Michele e Gabriele. Sopra le porte sante è riprodotta l'Ultima Cena. La seconda fila, chiamata l'ordine delle feste, è formata da icone che raffigurano le azioni salvifiche di Cristo nella sua vita terrena; si ricordano le più importanti feste del calendario liturgico. Sopra di esse, nella terza fila, chiamata anche l'ordine della Deesis, vengono presentati gli apostoli, rivolti in atteggiamento di preghiera verso il centro, dove in trono siede lo stesso Cristo, e ai suoi lati i due principali intercessori per l'umanità, la Vergine Maria e Giovanni Battista. A volte c'è anche una quarta fila, chiamata l'ordine dei profeti, nella quale si trovano i profeti, al centro di questa fila si trova l'icona della Madre di Dio, "l'Orante", cioè colei che prega, che mostra la Vergine sempre pura con le mani alzate verso il cielo in atteggiamento di preghiera e con il Bambino nel grembo. Alla sommità dell'iconostasi si trova l'immagine della Crocifissione con la Theotokos e l'Apostolo Giovanni ai suoi lati.

Dietro l'iconostasi si trovano: Altare e la Protesi.

Altare.

Il luogo più nobile, sacro per eccellenza, dove si compie il sacrificio della Divina Liturgia. Situato di fronte alla Porta Speciosa o Porta Reale (Porta del Paradiso) dell'iconostasi. L'altare presenta analogie col mizbaeh ebraico (ciò su cui si sacrifica), ma nella funzione liturgica della Chiesa s'ispira alla tavola dell'ultima cena e all'immagine del Golgota, luogo ideale su cui si rinnova il sacrificio della Croce.

Nella funzione della consacrazione del Tempio, su i quattro angoli della Santa Tavola, vengono posti i nomi ed i simboli distintivi dei quattro Evangelisti, dopo di che l'Altare viene ricoperto di tela bianca catasarkion o sratcitca cioè - a contatto con la carne - simbolo del lenzuolo col quale venne avviluppato alla Deposizione il Corpo del Redentore spirato sulla Croce. Sull'Altare si poggia l'Antiminsion, un pezzo di tela di lino o di seta al cui centro è raffigurata la scena della sepoltura di Gesù Cristo da parte di Giuseppe d'Arimatea e di Nicodemo. A guisa di cornice sui quattro angoli dell'Antiminsion sono raffigurati i quattro Evangelisti, e gli strumenti della Crocifissione. L'antiminion viene consacrato durante la funzione consacratoria di un Tempio da parte di un Vescovo celebrante.

Protesi/offertorio.

La Protesi consiste in una specie di tavolino incavato nella parte di Santuario. Si chiama cosi perché i fedeli vi pongono i doni del pane e vino che offrono per la santa Eucaristia. La protesi trae le sue origine dalla tavola "della Proposizione o Presentazione" del Tempio di Salomone in Gerusalemme (Lev. 24, 59), e nella Chiesa ortodossa raffigura il Golgota, dove viene crocifisso il Nostro Signore Gesù Cristo.

 

© Copyright

Tratto da "orthodoxworld.ru/it/hram/3/index.htm" e "orthodox.it/icona/church/index.html"
Ultimo aggiornamento Sabato 18 Ottobre 2014 17:38
 
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