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Liturgia - La bellezza liturgica come rivelazione di Dio e offerta dell'uomo E-mail
Lunedì 18 Aprile 2011 00:00
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Liturgia
La bellezza liturgica come rivelazione di Dio e offerta dell'uomo
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Liturgia_Seminara

"La liturgia della Chiesa Ortodossa è un'intera icona della liturgia celeste, un'immagine dell'eternità"

La bellezza liturgica come rivelazione di Dio e offerta dell’uomo.

La liturgia della Chiesa Ortodossa è un’intera icona della liturgia celeste, un’immagine dell’eternità. Ogni sua cosa viene utilizzata per rivelare al cuore dell’uomo la bellezza del Regno di Dio. Sia nella lingua greca che in quella ebraica il termine "bello" significa anche buono. La verità di Dio è anche bellezza: una bellezza che chiama il cuore dell’uomo. Per poterla comprendere l’uomo deve acquisire quello spirito da bambino del quale ci parla Cristo. Questo spirito non è l’ingenuità o la leziosaggine, ma quella possibilità insostituibile di meraviglia attraverso la quale Dio si lascia scoprire nel più profondo di noi stessi. Solo i cuori puri, semplici e umili davanti a Dio possono afferrare quella bellezza nella quale Egli ci mostra il suo Volto, nel raggiante splendore del suo amore.

L’insegnamento delle innografie, la ricchezza dei testi liturgici, come l’insieme di quello che si può definire l’ "estetica" liturgica, non si rivolgono unicamente alla ragione; parlano prima di tutto al cuore dell’uomo.

La liturgia è quindi fatta per coinvolgere l’uomo, nutrirlo, illuminarlo. Il fedele che partecipa alla preghiera della Chiesa non lo fa per concentrarsi intellettualmente su un insegnamento codificato, ma per impregnarsi della bellezza della liturgia, immergersi nella sua atmosfera, nutrire la sua anima, il cuore e lo spirito. Lo ripetiamo: bisogna essere nella liturgia come un bambino che gusta con stupore le meraviglie del mondo il che comporta un’attitudine pacifica, contemporaneamente distesa e concentrata. E’ per questo che le officiature liturgiche - spesso molto lunghe - non sono vissute nei termini di un obbligo, ma come una vita nella vita dove il tempo è sospeso, in una pregustazione del Regno futuro in cui è importante una certa ascesi per tenersi in piedi e attenti. Nella liturgia la bellezza non è solamente un’icona della gloria di Dio perché è stata dedicata a Dio. Per "dedicata" bisogna intendere letteralmente "offerta a Dio come un’offerta sacrificale".

In seno alla liturgia l’uomo è chiamato a rendere a Dio tutto ciò che fa parte della sua vita, tutto ciò che la rende preziosa, in definitiva quanto costituisce un dono di Dio e che lo fa azione di grazia. Ora, il senso del bello è certamente il segno più profondo dell’immagine divina nell’uomo.

Manifestando la bellezza liturgica in tutti i suoi aspetti, l’uomo non offre solo a Dio i talenti che Egli gli ha affidato da moltiplicare, ma realizza pure quella capacità inestimabile di potersi meravigliare davanti alla bellezza plasmata dall’uomo per essere icona del Regno.



Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Febbraio 2014 00:00
 
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